giovedì 20 febbraio 2020

L'Isola che vorrei: incontro pubblico sabato 29 febbraio 2020


Lodi, sabato 29 febbraio 2020 ore 10 
presso l'Auditorium dell'ITE Bassi di Lodi (via Porta Regale,1) 
vi attendiamo numerosi per ragionare insieme sul futuro del Parco Isola Carolina.
Durante l'incontro CLEBA presenterà "L'Isola che vorrei", manifesto per un parco inclusivo a Lodi.
A seguire visita del Parco Isola Carolina


lunedì 17 febbraio 2020

Isola Carolina. Un Parco bello, accessibile, di qualità. Basta volerlo!



Cosa offre il Parco Isola Carolina, oggi?
È un luogo tranquillo e protetto, lontano da strade trafficate, ricchissimo di alberi ed ombra, collegato al centro storico della città.
Un luogo in cui è possibile ammirare lo scorrere delle stagioni, rigenerarsi grazie all'ossigeno prodotto dalle piante e godere del fresco nelle estati sempre più torride.

Cosa manca all'Isola Carolina, oggi?
Mancano i servizi essenziali quali la toilette e un bar. Manca l'accessibilità al Parco dal centro storico di Lodi (Piazza Castello, Piazza Matteotti). L'area giochi per i bambini è del tutto insufficiente alle esigenze della città e carente dal punto di vista dell'accessibilità ed inclusività. Le strutture per le attività motorie e sportive di ragazzi ed adulti sono carenti.

Cleba, Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, presenta il suo “Decalogo per un parco inclusivo e accessibile”. Una serie di preziosi spunti che rappresentano le condizioni “sine qua non” per avviare una progettazione di qualità.

Per Cleba elemento imprescindibile per la progettazione del Parco Isola Carolina è l’accessibilità al parco e del parco stesso. Il parco deve poter essere raggiungibile da tutti con facilità: da chi corre, da chi va in bicicletta o monopattino, da chi cammina con difficoltà, da chi usa un deambulatore, da chi usa una sedia a rotelle o elettrica. I vialetti di accesso devono essere pianeggianti, lisci e privi di qualsiasi ostacolo come i gradini o altri manufatti che ne riducano la larghezza e impediscano il passaggio alle carrozzine.
Il parco deve poter essere raggiungibile da tutti con facilità: da chi corre, da chi va in bicicletta o monopattino, da chi cammina con difficoltà, da chi usa un deambulatore, da chi usa una sedia a rotelle. I vialetti devono essere pianeggianti, lisci e privi di qualsiasi ostacolo come i gradini o altri manufatti che ne riducano la larghezza e impediscano il passaggio alle carrozzine.

Quali elementi progettuali devono essere presi in considerazione dall'Amministrazione comunale?
Sono gli elementi basilari della progettazione ambientale inclusiva. Sappiamo bene che una qualsiasi rampa con pendenza superiore all’8% costituisce una barriera architettonica per chi è su sedia a rotelle, è meglio però prevedere pendenze ancora inferiori a quel valore. Un terreno naturale soggetto a cambiamenti dovuti agli agenti atmosferici in cui si formano buche o fango, non è facilmente percorribile da chi si trova su sedia a rotelle o con difficoltà motorie, così come un terreno coperto di ghiaia. Anche un terreno erboso o un vialetto troppo stretto non sono adatti ad un Parco urbano che voglia essere privo di barriere architettoniche.

Cleba intende promuovere la realizzazione di spazi giochi inclusivi all'interno dell'Isola Carolina, con accesso garantito anche ai bambini su sedia a rotelle o con altre disabilità che limitano i movimenti, o con disabilità sensoriali (cecità, sordità, autismo).
La progettazione deve essere avviata partendo dai principali utenti del Parco, ovvero i bambini, individuando nel Diritto al Gioco per tutti una priorità d'interesse generale. I parchi gioco sono infatti poco frequentati dai bambini con disabilità, perché, mancando strutture adatte alle loro esigenze, non si creano le condizioni per una reale partecipazione ed inclusione. Senza contare che le esperienze di parchi inclusivi indicano un alto gradimento di tutti i bambini laddove le aree sono ben concepite.
I progettisti dovranno prevedere strutture innovative che rispondano a diverse esigenze di gioco inclusivo, anche affiancate da giochi tradizionali, che rispondano a requisiti di sicurezza e corredate da una adeguata pavimentazione anti-trauma. I percorsi che connettono i giochi dell’intera area ludica devono consentire lo spostamento dei bambini in forma autonoma.

Quali altre attività dovranno essere previste all'Isola Carolina?
All'interno del Parco dovranno inoltre essere organizzati percorsi psicomotori, intese come tutte quelle attività di gioco, ludiche, espressive e sportive svolte assieme da persone con e senza disabilità, come ad esempio il baskin.

Come integrare l’accessibilità per le diverse disabilità?
È importante la presenza nel Parco di specifici riferimenti per orientarsi a favore di persone ipovedenti o cieche, siano essi adulti o bambini, tramite mappe tattili, percorsi ad hoc ed input sonori.
Nell’ambito di una visione inclusiva del Parco Isola Carolina è opportuno infine utilizzare assieme a quella tradizionale e tattile, la segnaletica che utilizza il canale comunicativo della CAA (Comunicazione Alternativa Aumentativa).

L’Isola Carolina può tornare ad essere un punto di riferimento per le famiglie di Lodi?
Sarebbe un peccato perdere l’occasione per restituire alla città un luogo di pregio quale è stato l’Isola Carolina per moltissimi anni.
Oltre a non poter considerare che gli elementi progettuali descritti riprendono precisi dettati di legge: oggi progettare “dimenticandosi” di porre l’inclusione, il benessere ambientale e l’accessibilità come base di partenza non è più possibile e neppure legislativamente permesso. Faremo naturalmente “la guardia” alle proposte inadeguate, ma il ruolo di Cleba è storicamente propositivo e di consulenza per l'eliminazione delle barriere architettoniche, sensoriali e comunicative.

L’obiettivo di Cleba, sin dalla sua fondazione negli anni 90, è di aiutare gli enti pubblici, privati e tutti i cittadini a rendere Lodi una città accogliente, accessibile e inclusiva. Per questo proponiamo nuovamente al Comune di elaborare il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il PEBA, che, ricordiamo, è anche esso un obbligo di legge, come sta facendo il nostro "vicino" di casa, il Comune di Crema. Sono elementi che abbiamo diffusamente trattato nei due convegni di Scuola4ALL. La rinnovata collaborazione tra Cleba e il Centro Regionale per l'accessibilità e il benessere ambientale (CRABA) ed altri centri della Lombardia, come Como e Varese, è tesa a valorizzare quelle competenze ed esperienze che caratterizzano la ricchezza del nostro territorio per renderlo inclusivo per tutti.