sabato 24 aprile 2021

Corso Progettazione Accessibile: i PEBA Piani per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche


Mercoledì 21 aprile 2021 si è tenuta la quarta lezione del corso “Progettazione accessibile” organizzato da CRABA, Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale con la collaborazione di CLEBA, il Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e del Comitato Zero Barriere di Crema. La lezione è stata rivolta ai PEBA, i Piani per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche che, come ricordato dall’arch. Armando De Salvatore, direttore del Corso e del CRABA, costituiscono un prezioso ma inapplicato strumento urbanistico diventato obbligatorio e previsto, oltre che dalla legislazione nazionale, dalle disposizioni regionali che, in Lombardia, prevedono per tutti i Comuni l’accantonamento del 10% degli oneri di urbanizzazione proprio per la redazione di questi Piani. Tuttavia l’arch. De Salvatore ha evidenziato il dato sconcertante dell’indagine ANCI, nella quale risulta che il 94% dei comuni lombardi è senza un PEBA, nonostante siano passati oramai vent’anni dall’emanazione dell’obbligo. Ma i dati negativi non si fermano qui: in quell’esiguo 6% in realtà pochi sono i Comuni che hanno portato a termine la pianificazione e ancor meno quelli che l’hanno attuato concretamente.

Indagine ANCI sui PEBA in Lombardia

È un quadro preoccupante” afferma l’arch. Giovanni Barin di CLEBA Lodi, “che, casomai ce ne fosse bisogno, conferma la nostra insufficiente educazione alla convivenza civile; è una vera e propria discriminazione che, oltretutto, ricadrà prima o poi su tutti nel momento in cui si diventa anziani o con qualche fragilità. Serve un deciso cambio di passo, un impulso che deve arrivare innanzitutto dalle amministrazioni comunali. Noi che facciamo parte delle associazioni che lavorano con la disabilità abbiamo fatto, in questi anni, iniziative di ogni genere per sensibilizzare sulla necessità di una qualità diffusa del benessere ambientale, investendo anche risorse non certo indifferenti. Certo continueremo, ma adesso sono i nostri amministratori che devono prendere l’iniziativa. D’altro canto Regione Lombardia ha fatto un importante primo passo che non può restare ignorato proprio da chi ha l’obbligo di investire nella qualità urbana.”

L’arch. De Salvatore ha infatti richiamato il recente stanziamento dello scorso dicembre di un milione di euro per l’elaborazione dei PEBA a favore dei comuni lombardi con meno di cinquemila abitanti; ma anche la prossima costituzione di un registro dei PEBA quale supporto per i comuni di piccole e medie dimensioni per affrontare questo percorso in grado di generare o ri-generare la qualità delle città.

Come affermato dal primo relatore della lezione, l’architetto Iginio Rossi, "dentro la città c'è la vitalità che si manifesta in una sorta di “stanze senza tetto” formate via via nella storia della città; nella capacità di generare la convivenza e la qualità della vita che vede le persone al centro del rapporto funzioni-relazione-stratificazione". Ma la città ha un cambiamento continuo che ci segue senza quasi accorgersene. Diventa fondamentale osservare i cambiamenti per capire come avviene la metamorfosi della città. Nelle tante modalità di intervento per ricucire le trame urbane sfilacciate nel cambiamento, l'esame delle barriere esistenti misura la qualità della vita nella prospettiva per tutti, interessando tutte le variabili integrate che lo compongono.

Il PEBA è quindi un'occasione di rilancio della qualità del territorio, che coinvolge trasversalmente tutti gli assessorati e le funzioni cittadine. È un Piano che va oltre la logica dei confini tipica della pianificazione che non rivitalizza la città, e che, invece, include nella partecipazione della città i suoi cittadini. Il PEBA rappresenta perciò, più che un "piano", un approccio culturale che utilizza strumenti che vedono nella rigenerazione urbana la strategia per offrire alle persone sicurezza, qualità, vivibilità.

È un processo di Governo del territorio che coinvolge la rete dei saperi presente in ogni luogo; che risolve la mancanza di sistematicità e la frammentarietà che contraddistingue sempre di più le città italiane. D'altro canto, questa pianificazione ha lo scopo di coinvolgere in un ciclo continuo le persone, che sono la vita delle città, che è fatta di connessioni che sono alla base dell'inclusione; e l'inclusione è l'elemento che libera le menti delle persone. Questo schema che si può ripetere all'infinito è alla base del progetto coordinato da Iginio Rossi e da INU "Città accessibili a tutti".

Il secondo relatore, Leris Fantini, afferma che è necessario "progettare per le persone, non per le norme" per tendere a una progettazione per le persone a partire dalla relazione con quelle più fragili. Bisogna però abbattere vecchie abitudini, approcciando il PEBA con una logica di sistema, pena l'elaborazione di un piano inattuato e inattuabile.

L’arch. Fantini ha una vasta esperienza nei PEBA: nel suo intervento ha citato una serie di esempi di pianificazione nei quali il PEBA diventa il punto di partenza con un nuovo approccio culturale oltre che di lavoro che porta allo sviluppo dei Piani dell'Accessibilità Urbana.

Ma è necessario creare nel tempo una cultura, una coscienza che entra nel DNA delle persone, dal cittadino al progettista, che porta risultati dentro uno schema di risorse. Serve in primis intervenire sugli strumenti che già esistono nelle città, nei piani regolatori già approvati, che vengono affiancati dall'articolazione del PEBA che ne definisce il dettaglio per l'accessibilità degli interventi.

La Legge 104/92 torna ad essere la pietra angolare anche per la progettazione senza essere invece quella norma conosciuta dai molti solo per il "permesso". A quasi trent’anni dalla sua ideazione, è molto di più e va studiata a fondo anche per cogliere tutti quegli stimoli ad una progettazione e pianificazione di qualità.

Dalla relazione dell’arch. Fantini emerge come non sia solo una mera questione di investimento finanziario quel che determina la successione degli stralci e degli interventi per ottenere realtà accessibili; può anche essere legata alla manutenzione ordinaria e straordinaria che ogni giorno viene effettuata nella città, che viene inclusa nei processi di gestione della città. Valutare ogni intervento nella prospettiva della vivibilità e accessibilità deve diventare un processo normale per ogni tecnico della pubblica amministrazione. E dove l'accessibilità viene studiata e compiuta c'è anche sicurezza.

Nel suo intervento l'arch. Fantini ha mostrato come la pianificazione si avvalga ormai di strumenti informatici avanzati, ad es. nel modello gestionale di Verona con schede tipologiche per ogni intervento che riguarda sia elementi urbani che edifici. Oppure con l'esempio di Ferrara o di Vicenza. A tutto vantaggio della flessibilità e immediatezza di una pianificazione che, nella sua elevata complessità, diventa elemento prioritario per la fruibilità dei contenuti da parte dei tecnici e progettisti.

Osservando la rete pedonale accessibile della città di Brescia con gli oltre trenta stralci che progressivamente sono stati attuati, afferma l’arch. Wojciechowski del CLEBA, si scopre come in una città quale anche la città di Lodi urga una programmazione nuova. Lodi deve investire in modo significativo sull'accessibilità con un cronoprogramma pluriennale sia a breve che lungo termine. Con obiettivi condivisi e controllati, con interventi che possano iniziare prima possibile.

In definitiva, il PEBA non è un piano limitato alle barriere, e non riguarda certo "solo" la disabilità; in questi anni ormai è evidente la dirompenza della qualità della città per tutti negli interventi sull'accessibilità. Il PEBA è diventato in realtà una vera e propria Pianificazione per il Benessere Ambientale, che, guarda un po', ha il medesimo acronimo del piano originario.


La linea che ha sotteso le relazioni ha mostrato come la pianificazione inclusiva abbracci una logica prestazionale; elemento che emerge nel focus finale curato dall'architetto Barbara Chiarelli del Dipartimento di ingegneria e architettura Università degli studi di Trieste, che ha presentato le “Linee Guida per la predisposizione di PEBA in Friuli Venezia Giulia”: un sistema organico e flessibile per rilevare e risolvere, eliminandole, le criticità generate dalle barriere ma anche da situazioni che esulano strettamente dalla singola barriera ma che possono essere studiate per modificare una contesto complesso. 

Il PEBA diventa un motore per innovare i piani e i progetti preesistenti, incluso il regolamento edilizio secondo criteri omogenei, così da concorrere all’implementazione di un progetto di mappatura generale dell’accessibilità alla scala comunale.


“Ma, dice ancora l’arch. Barin, purtroppo c’è sempre un “ma”: attuare concretamente e continuativamente un PEBA è una responsabilità sulle spalle di tutta la comunità cittadina; è questione etica e morale verso noi stessi e verso chi vivrà la città con e dopo di noi. È, in definitiva, una questione culturale, e questo è uno dei principali motivi per cui il corso è stato concepito.”

La sommatoria delle lezioni compiute sin qui sarà valutata nell’integrazione con le risorse presenti su tutti i territori nell’ultimo incontro in programma per mercoledì 28 aprile 2021. 

sabato 10 aprile 2021

Corso Zero Barriere: progettazione inclusiva per le disabilità uditive e intellettive

Lo scorso 7 aprile 2021, all’interno del corso di specializzazione sulla Progettazione Accessibile per i tecnici della Pubblica Amministrazione e per i liberi professionisti, si è tenuta la lezione dedicata agli aspetti progettuali in relazione alle disabilità uditiva e intellettiva, rispettivamente tenuti dai rappresentanti di CLEBA, architetti Giovanni Barin e Nicoletta Wojciechowski.


Il corso, organizzato da CRABA, il Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale della Regione Lombardia, si articola in diverse lezioni che abbracciano le tante sfere legate all’accessibilità, all’inclusione e al benessere ambientale, per offrire ai progettisti un panorama il più possibile completo nella prospettiva biopsicosociale dell’ICF sia da una prospettiva metodologica e legislativa, sia nell’approfondire le tematiche delle possibili soluzioni progettuali vicine alle specifiche disabilità.


Proprio in quest’ultimo aspetto si inquadra il focus curato da Cleba Lodi. Nell’ambito della sordità e dell’ipoacusia è stato innanzitutto illustrato dall’architetto Barin il funzionamento dell’apparato uditivo, degli ausili uditivi riferiti alle protesi e agli impianti cocleari, sia dell’utilizzo della LIS, la Lingua dei Segni Italiana, chiarendo che la progettazione di luoghi e spazi inclusivi e privi di barriere sensoriali è tale solo se adeguata ai bisogni comunicativi a 360 gradi.

I criteri progettuali sono stati declinati con esempi di realizzazioni inclusive in Italia e all’estero. L’approccio del progetto alla disabilità uditiva rappresenta una sfera delicata dato che si manifesta come una disabilità invisibile i cui effetti sono troppo spesso interpretati erroneamente come generica incapacità della persona a rapportarsi con gli altri e, quindi, con esclusione dal contesto sociale ed erroneamente bollata con l’ormai abrogato, anche legislativamente, termine “sordomuto” (ricordiamo che dal 2006 va utilizzato il termine “sordo”, ad indicare che la capacità fonatoria dell’individuo è del tutto integra). Mentre è proprio il contesto che, se ben calibrato, è il primo passo per un’inclusione efficace con benefici per tutti, minimizzando gli effetti delle ipoacusie verso un rapporto paritetico. È stato approfondito l’aspetto tecnologico dei dispositivi utilizzabili sia come corollario degli ausili uditivi, sia ad integrazione sensoriale con la sfera percettivo-visiva. L’integrazione multisensoriale tanto più è importante in questa epoca di utilizzo delle mascherine respiratorie che hanno eliminato la preziosa possibilità di lettura diretta del labiale e che mascherano il suono, aumentando ulteriormente le difficoltà uditive.


Se le persone con disabilità uditiva in Italia sono nell’ordine di circa 60 mila persone (senza contare le ipoacusie lievi), nel trattare le disabilità intellettive si compie un passaggio di scala, passando ad esempio per i bambini da un rapporto di 1 su 1000 per la sordità, ad 1 caso su 100 per la sindrome autistica. Si tratta di numeri significativi che in Italia arrivano alla soglia di oltre 1 milione e mezzo di persone considerando lo spettro autistico, le altre sindromi di origine genetica quali la sindrome di Down, e le demenze senili. Nella necessariamente sintetica introduzione al tema data dall'architetto Wojciechowski si evince un salto nella complessità dell’approccio progettuale analitico, dato che nella denominazione “intellettive” vengono abbracciate casistiche assai differenti, con criteri progettuali che esplorano numerose dinamiche.


Si è parlato della possibilità di progettare consapevolmente ambienti sicuri, curati e flessibili nella percezione sensoriale di luce, suoni, colori e forme, in cui la presenza di spazi calmi e intimi sono in grado di creare luoghi protetti in cui trovare rifugio in alternanza ad ambienti frequentemente iperstimolanti. Spazi in cui l’apprendimento, la comunicazione interpersonale e l’orientamento vengono soddisfatti sia da elementi architettonici e altamente tecnologici attentamente progettati, sia da criteri di comunicazione visiva e linguaggi simbolici e iconici della Comunicazione Alternativa Aumentativa. Le casistiche dove applicare i concetti progettuali osservati non hanno limiti: dalle dimore private alle scuole, ai luoghi di cura, alle stazioni fino agli stessi veicoli di trasporto, ai parchi pubblici, ai musei e ai luoghi del turismo, alla stessa rete internet. Le soluzioni prospettate possono diventare l’ago della bilancia tra la possibilità di un’efficace convivenza sociale di tutti e la segregazione derivata dalla mancata applicazione di tali criteri.

Nel modulo del 7 aprile, come nel precedente del 31 marzo scorso sulle disabilità visive, è emerso ripetutamente il bisogno di considerare il quadro di insieme senza dimenticare che le disabilità possono essere plurime e solo a progetti fondati su tale consapevolezza potranno corrispondere soluzioni adeguate ai bisogni di tutti.

Il corso proseguirà il prossimo 14 aprile con il Terzo modulo il cui focus è dedicato alle persone con disabilità motoria, dal titolo emblematico: Dal rispetto della normativa alla pratica progettuale sostenibile socialmente: “il progetto è a norma ma lo spazio è discriminante/inutilizzabile: l’operazione è perfettamente riuscita ma …”









lunedì 8 marzo 2021

Corso Zero Barriere: PROGETTAZIONE ACCESSIBILE L’esperto in materia di accessibilità (L.R. 6/89)

CLEBA Lodi in collaborazione con CRABA (Centro Regionale per l'Accessibilità e il Benessere Ambientale) e con il Comitato Zero Barriere di Crema, organizza un Corso di specializzazione in Progettazione Accessibile per la formazione di tecnici qualificati sul tema dell'elaborazione dei PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche).

Il Corso, rivolto a Tecnici e Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni e ai liberi professionisti architetti, ingegneri, geometri, periti edili/industriali, sarà realizzato online su piattaforma digitale nel periodo 31 marzo-21 aprile 2021, con laboratorio all'aperto e in presenza sabato 17 aprile;

Obiettivi professionali:
Il corso intende avviare un percorso per la specializzazione del progettista e del tecnico in materia di progettazione di spazi accessibili e di PEBA. Esperto in materia di accessibilità Le tematiche in materia di accessibilità e di superamento delle barriere sono sviluppate nei moduli formativi del corso inoltre per supportare: - il progettista e il tecnico della PA a valutare e ad orientare in modo qualificato la progettazione architettonica di spazi pubblici e privati; - il professionista nel ricoprire il ruolo nelle Commissioni Edilizie dei Comuni di “esperto in materia di abolizione delle barriere architettoniche” (ai sensi della LR 6/1989). Tecnico per elaborazione/coordinamento dei PEBA Il 94% dei Comuni lombardi è privo di un PEBA - Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (indagine ANCI 2018). La Regione Lombardia nel 2020 ha istituito il Registro regionale telematico dei PEBA, mirando a promuoverne la diffusione mediante meccanismi di premialità/penalizzazione dei Comuni che hanno o meno adottato un PEBA. Per il 2021 Regione Lombardia ha stanziato un milione di euro da destinare ai Comuni per l’elaborazione di questi Piani. In considerazione di tali recentissime iniziative molte municipalità sono in procinto di avviare percorsi per l’elaborazione di questi Piani, affidandoli a liberi professionisti o ai propri tecnici interni. Con il fine di supportare i progettisti, il Corso prevede appositi approfondimenti sul tema dell’elaborazione dei PEBA, fornendo esemplificazioni ed esaminando differenti metodologie, approcci e strumenti. In particolare verranno analizzate buone pratiche e modalità operative efficaci, declinate in base alla dimensione del territorio comunale e alla sua popolazione (Comuni piccoli/medi/grandi). 

Obiettivi formativi:
Il Corso intende approfondire non solo le applicazioni concrete della norma ma metodi e tecniche della progettazione accessibile e inclusiva di spazi privati e pubblici con esemplificazioni progettuali di casi concreti: abitazioni, negozi, scuole, centri sportivi, musei, ecc. Particolare attenzione verrà posta alla metodologia di elaborazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Il corso intende promuovere con l’approccio esigenziale-prestazionale contenuto nell’attuale normativa, i principi introdotti dall’Universal Design; attraverso esemplificazioni, la formazione intende approfondire insieme ai criteri progettuali di comfort-fruibilità- autonomia-sicurezza-usabilità-riconoscibilità-bellezza anche le più recenti nozioni di “accessibilità”, “accomodamento ragionevole”, “comunicazione accessibile”, “benessere ambientale” e “ambiente inclusivo”.
 
Il Corso di specializzazione è composto da 4 moduli di 3 ore - dalle ore 15,30 alle 18,30 (di mercoledì) ed un laboratorio esperienziale di “simulazione disabilità” di 4 ore (sabato).

Date:
Modulo 1 mercoledì 31 marzo 
Modulo 2 mercoledì 7 aprile
Modulo 3 mercoledì 14 aprile
Laboratorio sabato 17 aprile
Modulo 4 mercoledì 21 aprile

PER ISCRIZIONI: compilare il form a questo LINK





giovedì 20 febbraio 2020

L'Isola che vorrei: incontro pubblico sabato 29 febbraio 2020


Lodi, sabato 29 febbraio 2020 ore 10 
presso l'Auditorium dell'ITE Bassi di Lodi (via Porta Regale,1) 
vi attendiamo numerosi per ragionare insieme sul futuro del Parco Isola Carolina.
Durante l'incontro CLEBA presenterà "L'Isola che vorrei", manifesto per un parco inclusivo a Lodi.
A seguire visita del Parco Isola Carolina


lunedì 17 febbraio 2020

Isola Carolina. Un Parco bello, accessibile, di qualità. Basta volerlo!



Cosa offre il Parco Isola Carolina, oggi?
È un luogo tranquillo e protetto, lontano da strade trafficate, ricchissimo di alberi ed ombra, collegato al centro storico della città.
Un luogo in cui è possibile ammirare lo scorrere delle stagioni, rigenerarsi grazie all'ossigeno prodotto dalle piante e godere del fresco nelle estati sempre più torride.

Cosa manca all'Isola Carolina, oggi?
Mancano i servizi essenziali quali la toilette e un bar. Manca l'accessibilità al Parco dal centro storico di Lodi (Piazza Castello, Piazza Matteotti). L'area giochi per i bambini è del tutto insufficiente alle esigenze della città e carente dal punto di vista dell'accessibilità ed inclusività. Le strutture per le attività motorie e sportive di ragazzi ed adulti sono carenti.

Cleba, Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, presenta il suo “Decalogo per un parco inclusivo e accessibile”. Una serie di preziosi spunti che rappresentano le condizioni “sine qua non” per avviare una progettazione di qualità.

Per Cleba elemento imprescindibile per la progettazione del Parco Isola Carolina è l’accessibilità al parco e del parco stesso. Il parco deve poter essere raggiungibile da tutti con facilità: da chi corre, da chi va in bicicletta o monopattino, da chi cammina con difficoltà, da chi usa un deambulatore, da chi usa una sedia a rotelle o elettrica. I vialetti di accesso devono essere pianeggianti, lisci e privi di qualsiasi ostacolo come i gradini o altri manufatti che ne riducano la larghezza e impediscano il passaggio alle carrozzine.
Il parco deve poter essere raggiungibile da tutti con facilità: da chi corre, da chi va in bicicletta o monopattino, da chi cammina con difficoltà, da chi usa un deambulatore, da chi usa una sedia a rotelle. I vialetti devono essere pianeggianti, lisci e privi di qualsiasi ostacolo come i gradini o altri manufatti che ne riducano la larghezza e impediscano il passaggio alle carrozzine.

Quali elementi progettuali devono essere presi in considerazione dall'Amministrazione comunale?
Sono gli elementi basilari della progettazione ambientale inclusiva. Sappiamo bene che una qualsiasi rampa con pendenza superiore all’8% costituisce una barriera architettonica per chi è su sedia a rotelle, è meglio però prevedere pendenze ancora inferiori a quel valore. Un terreno naturale soggetto a cambiamenti dovuti agli agenti atmosferici in cui si formano buche o fango, non è facilmente percorribile da chi si trova su sedia a rotelle o con difficoltà motorie, così come un terreno coperto di ghiaia. Anche un terreno erboso o un vialetto troppo stretto non sono adatti ad un Parco urbano che voglia essere privo di barriere architettoniche.

Cleba intende promuovere la realizzazione di spazi giochi inclusivi all'interno dell'Isola Carolina, con accesso garantito anche ai bambini su sedia a rotelle o con altre disabilità che limitano i movimenti, o con disabilità sensoriali (cecità, sordità, autismo).
La progettazione deve essere avviata partendo dai principali utenti del Parco, ovvero i bambini, individuando nel Diritto al Gioco per tutti una priorità d'interesse generale. I parchi gioco sono infatti poco frequentati dai bambini con disabilità, perché, mancando strutture adatte alle loro esigenze, non si creano le condizioni per una reale partecipazione ed inclusione. Senza contare che le esperienze di parchi inclusivi indicano un alto gradimento di tutti i bambini laddove le aree sono ben concepite.
I progettisti dovranno prevedere strutture innovative che rispondano a diverse esigenze di gioco inclusivo, anche affiancate da giochi tradizionali, che rispondano a requisiti di sicurezza e corredate da una adeguata pavimentazione anti-trauma. I percorsi che connettono i giochi dell’intera area ludica devono consentire lo spostamento dei bambini in forma autonoma.

Quali altre attività dovranno essere previste all'Isola Carolina?
All'interno del Parco dovranno inoltre essere organizzati percorsi psicomotori, intese come tutte quelle attività di gioco, ludiche, espressive e sportive svolte assieme da persone con e senza disabilità, come ad esempio il baskin.

Come integrare l’accessibilità per le diverse disabilità?
È importante la presenza nel Parco di specifici riferimenti per orientarsi a favore di persone ipovedenti o cieche, siano essi adulti o bambini, tramite mappe tattili, percorsi ad hoc ed input sonori.
Nell’ambito di una visione inclusiva del Parco Isola Carolina è opportuno infine utilizzare assieme a quella tradizionale e tattile, la segnaletica che utilizza il canale comunicativo della CAA (Comunicazione Alternativa Aumentativa).

L’Isola Carolina può tornare ad essere un punto di riferimento per le famiglie di Lodi?
Sarebbe un peccato perdere l’occasione per restituire alla città un luogo di pregio quale è stato l’Isola Carolina per moltissimi anni.
Oltre a non poter considerare che gli elementi progettuali descritti riprendono precisi dettati di legge: oggi progettare “dimenticandosi” di porre l’inclusione, il benessere ambientale e l’accessibilità come base di partenza non è più possibile e neppure legislativamente permesso. Faremo naturalmente “la guardia” alle proposte inadeguate, ma il ruolo di Cleba è storicamente propositivo e di consulenza per l'eliminazione delle barriere architettoniche, sensoriali e comunicative.

L’obiettivo di Cleba, sin dalla sua fondazione negli anni 90, è di aiutare gli enti pubblici, privati e tutti i cittadini a rendere Lodi una città accogliente, accessibile e inclusiva. Per questo proponiamo nuovamente al Comune di elaborare il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il PEBA, che, ricordiamo, è anche esso un obbligo di legge, come sta facendo il nostro "vicino" di casa, il Comune di Crema. Sono elementi che abbiamo diffusamente trattato nei due convegni di Scuola4ALL. La rinnovata collaborazione tra Cleba e il Centro Regionale per l'accessibilità e il benessere ambientale (CRABA) ed altri centri della Lombardia, come Como e Varese, è tesa a valorizzare quelle competenze ed esperienze che caratterizzano la ricchezza del nostro territorio per renderlo inclusivo per tutti.

venerdì 3 maggio 2019

CLEBA per i Laus Open Games 2019

Dal venerdì 10 a domenica 12 maggio 2019 si terranno a Lodi e Sant'Angelo Lodigiano i LAUS OPEN GAMES 2019.

Presso il centro sportivo Faustina di Lodi e la palestra dell’IIS Pandini di Sant’Angelo si terranno i Play the Games 2019 Special Olympics Italia dal 10 al 12 maggio.

Evento che coinvolgerà 200 atleti provenienti dalla Lombardia, Calabria, Liguria e Puglia per partecipare ai giochi di atletica leggera, a Lodi presso la pista di atletica della Faustina, e badminton alla palestra dell'IIS Pandini di Sant'Angelo Lodigiano.

In contemporanea si svolgeranno attività di "Prova lo sport", dimostrazioni delle società sportive del lodigiano. Saranno presenti stand di alcune scuole del Lodigiano che partecipano alle iniziative anche supportando la gestione delle giornate. La domenica saranno presenti i mezzi dei Vigili del Fuoco per l’attività “Pompieropoli”, una serie di attività per provare cosa significa essere Vigile del Fuoco, per piccoli e grandi bambini.

CLEBA ha supportato assieme alle associazioni aderenti l'organizzazione dei Laus Open Games, coinvolgendo l'organizzazione di Scuola4ALL con istituti e licei che hanno partecipato all'edizione dell'anno scorso.

Aspettiamo sportivi e non, curiosi e appassionati!

giovedì 3 maggio 2018

Scuola4all il 12 maggio a Lodi tutti insieme ai Giardini del Passeggio!

Ecco finalmente il programma completo dell'evento Scuola4all, il prossimo 12 maggio a Lodi, nella magnifica cornice dei Giardini del Passeggio. Un evento di un'intera giornata per l'accessibilità e l'inclusione, dedicato a tutti, persone con e senza disabilità e di tutte le età.
Tutti i dettagli li trovate sul sito www.scuola4all.it , dove sono presenti anche i modulo di preiscrizione alle attività previste (Skarrozzata, torneo di calciobalilla, ecc.)

Programma
  • Ore 9. Conferenza di apertura presso l'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Agostino Bassi, via di Porta Regale, alla presenza del Preside, dei docenti degli Istituti coinvolti e delle Autorità cittadine. Sarà presente inoltre una delegazione della Nazionale Italiana Volley femminile Sorde. La Conferenza usufruisce di interpretariato LIS (Lingua italiana dei segni) e di sottotitolazione.
  • Ore 10. "4X100 in carrozza", staffetta non competitiva organizzata con le Associazioni No Limits e Special Olympics: gli studenti delle scuole superiori di Lodi si sfidano su sedia a rotelle nell'anello esterno del giardino del Passeggio. 
  • Ore 15. "Skarrozzata" percorso non competitivo nelle vie del centro storico di Lodi alla scoperta delle barriere architettoniche e sensoriali. Aperto a tutte le ruote! Carrozzine, passeggini, skate, roller, monopattini...
  • Dalle ore 9 fino alle ore 18. Negli ampi spazi dei Giardini del Passeggio, numerose attività offerte da Decathlon, da Associazioni e dagli Istituti superiori partecipanti. Tutte le attività sportive, ludiche e laboratoriali saranno specificatamente indicate da pannelli con simboli in Comunicazione Aumentativa Alternativa e testi con caratteri ad alta leggibilità.
  • Decathlon offre l'utilizzo di: campo multifunzionale (calcetto, basket, pallavolo), tiro con l'arco, tennistavolo, gioco della pesca, orienteering, banco alimentazione, presentazione nuova linea Aequalis dedicata agli sport paralimpici.
  • No Limits offre l'uso del campo di badminton.
  • In collaborazione con il Mosaico servizi sarà presente Laboratorio biciclette: bike, handbike e trike.
  • Grazie all'Associazione ASD GS Bresso 4: tavolo gigante di calciobalilla 11 contro 11. 
  • Con le associazioni sportive del territorio (No Limits Onlus, ASD Karate Mabuni LodiGhetà Aikido Dojo, ASD Kung Fu Chang) dimostrazioni e prova di arti marziali ed orientali: Aikido, Karate, TaiChi, Yoga.
  • Con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Lodi: tavolo di Showdown, dimostrazione e prova per tutti, e laboratorio di attività ludiche con il Braille.
Per le scuole dell'infanzia e primarie sono previsti diversi laboratori ludico-didattici:
  • Don Chisciotte presenta il progetto Toys for School con due workshop, il primo "Il gioco e le funzioni esecutive" dimostra come si possano stimolare le Funzioni Esecutive, propedeutiche agli apprendimenti scolastici, attraverso i giochi di società; il secondo, "Il gioco nell'autismo" indica come stimolare attraverso il gioco la motricità e le funzioni cognitive nei bambini dello spettro autistico.
  • La dottoressa Paola Cannavò di Genitori Felici offre, con Genitori Tosti, un'attività di ascolto dedicata al benessere dei genitori e dei loro bambini.
  • L'Associazione La Tela del Ragno propone un'attività per bambini di stimolazione sensoriale con l'uso di materiali naturali.
  • La Casa del Caracol intratterrà i più piccoli con attività psicomotorie secondo il Metodo Montessori.
  • L'Istituto Comprensivo Lodi Terzo propone un laboratorio psicomotorio in cui si sperimenta materiale strutturato all'interno di un percorso-gioco.
Saranno presenti gli stand di tutte le scuole partecipanti: Istituto Tecnico Economico Agostino Bassi, Istituto Einaudi Liceo linguistico Maffeo Vegio. Gli studenti collaborano all'accoglienza delle persone, presidiano gli accessi al Passeggio, collaborano allo svolgimento dei laboratori ludici per l'infanzia e la scuola primaria.
  • Istituto Merli-Villa Igea: gli studenti dimostrano le attività di panificazione e pasticceria e offrono i loro prodotti.
  • Istituto Agrario Tosi (Codogno) gli studenti effettuano dimostrazione a scopo didattico delle attività agricolo/casearie: semina, produzione del miele e del formaggio, allevamento del baco da seta.


Scuola4All
www.scuola4all.it
www.facebook.com/scuola4all
https://www.facebook.com/events/152211055578293/
CLEBA, Comitato Lodigiano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche e Sensoriali
www.clebalodi.blogspot.com - clebalodi@gmail.com
www.genitoritosti.it - genitoritosti@yahoo.it - lombardia@genitoritosti.it