sabato 26 novembre 2022

Festival dei Diritti 2022

 


In occasione del Festival dei Diritti 2022, ecco i contenuti citati nel video del 26 novembre 2022.

Innanzitutto, il video realizzato dai redattori del Blog di ALIS, Associazione Lodigiana per l'Inclusione Sociale, aderente a CLEBA:

https://youtu.be/5wVAKpAR1wM

Ecco il video completo presentato il 26 novembre 2022:

https://youtu.be/KlPCf6QGSok


Di seguito il testo di quanto parlato e presente nei sottotitoli di youtube.


[Musica] Festival dei diritti 2022 l'associazione Alis con i suoi redattori del blog genitori Tosti in tutti i posti il club Il mosaico servizi sono all'interno dell'iniziativa del festival dei diritti un calendario ampio di eventi culturali che dal 17 al 27 di novembre si stanno realizzando solo 4 province del csv Lombardia Sud grazie ad un lavoro di collaborazione e co progettazione di molteplice realtà enti del terzo settore associazioni istituzioni il tema scelto per questa edizione è costruire speranza sono invitate tutte le persone a seguire gli eventi che sono facilmente consultabili anche sul sito Festival dei diritti.org all'odio e provincia le iniziative sono otto eventi sono le associazioni identiche le hanno costruite con progettate nell'ambito della community della trama dei diritti una rete di realtà che desiderano collaborare sui territori per riflettere sui temi e sui bisogni e in tempo un percorso culturale permanente che intende dare valore agli obiettivi della leggenda 2030 che le realtà del territorio perseguono e portano avanti sia nelle pratiche che nei momenti culturali attraverso il festival dei libritti si desidera contribuire partecipanti con un libretto realizzato dal csv Lombardia sud e tu cosa vuoi fare il titolo è 85 idee azioni per realizzarli 17 obiettivi di Legenda 2030 per lo sviluppo sostenibile all'interno le persone possono trovare informazioni molto semplici e chiare per conoscere leggenda 2030 il significato di sviluppo sostenibile i 17 obiettivi e per ciascuno di essi tutti possono trovare idee concrete di azioni da fare nella propria quotidianità per contribuire a rendere il pianeta migliore sia oggi che per le generazioni future se volete potete anche trovare spiegazioni del libretto sul sito Festival dei diritti.org Grazie


[Musica] Benvenuti al Festival dei diritti 2022 anche da parte mia Giovanni Barin Della associazione genitori Tosti APS

Assieme a Silvana Castellotti dell'associazione Alis associazione Lodigiana per l'inclusione sociale che ha presentato poc'anzi questo evento ascolteremo come primo intervento quello dei redattori del blog dell'associazione Alis che offrono una riflessione sul significato della cultura inclusiva dell'inclusione sociale crediamo fermamente nell'approccio che sentirete come tutti Ogni persona ha il diritto e sente il bisogno di essere parte integrante nella società di tutti una società che sebbene abbia grandi difetti può esprimere il pregio più alto quello di eliminare le differenze e le discriminazioni sembra oggi un miraggio ancor più lontano se pensiamo è terribile accadimenti che stanno verificandosi anche vicino a noi ma è proprio Grazie all'esperienza delle persone con disabilità che possiamo osservare il mondo sotto un'ottica inclu prima e trovare le soluzioni per migliorare tutti assieme

[Musica]

Per una cultura inclusiva in questi anni come Alis all'interno del festival dei diritti abbiamo parlato della cura con la sofferenza che ci ha portato psicologicamente il periodo pandemico non è ancora passato completamente l'anno scorso abbiamo parlato del nostro risveglio pensando cosa potevamo fare nel post covid e abbiamo capito valutato e pensato che per noi persone con disabilità il problema più importante da risolvere è sempre stato e sarà l'inclusione sociale A tal proposito quest'anno nel Tema crescere la speranza abbiamo pensato di ritrattare questi importanti tema che è l'inclusione sociale ribadendo da più volte vogliamo inviare il messaggio che noi desideriamo essere inclusi completamente nella società Per quanto riguarda l'esclusione abbiamo pensato a queste immagini che evidenzia Come molte persone siano costrette a rimanere in casa mentre le altre sono libere di muoversi e adesso Passiamo alla diapositiva dove spiegheremo meglio questo tema mostrandovi questa immagine vogliamo partire da esclusione che tante persone vivono nella loro vita ovvero chiusi in casa a causa di diverse problematiche loro ambientali infatti nelle città si riscontrano problemi di inaccessibilità dovute per etichettoniche e leviamo anche le abitazioni la mancanza del sensore e ogni lingua terza questa immagine riferita al tema dell'integrazione vuole evidenziare come tutte le persone debbano essere integrate per vivere insieme senza senza barriere come secondo immagine passiamo all'interrogazione che è più fortunati possono trovare nelle scuole con l'insegnante di sostegno o educatore scolastico nello sport dove vengono accolti e indicati e nel mondo del lavoro dove trovano una posizione adatta non questo integrazione nel Fortunatamente non è per tutti ed infatti come possiamo leggere dei giornali e ci sono giorni senza insegnante di sostegno persone con disabilità che si devono adeguare al Sport accessibili anche se non piacciono giusto per uscire dalla propria routine nel mondo del lavoro troviamo una lista a Chiesa di tanti anni che ormai ci si ritrovano in Italia pensionabile come vedete da questo grafico abbiamo di dati dove indica che dal 2019 al 2022 alcuni a Quest'anno ci sono stati più di 900.000 iscritti al collocamento mirato dove il 60% si trova al sud Per quanto riguarda l'avviamento lavorativo nella nella fascia annuale 2014-2018 troviamo il 50-60 per cento Nord gli oltre il 20% al centro fino al 2015 e in meno del 20% a sud dal 2015 al 2018 per quanto riguarda le assunzioni abbiamo il 49% al nord nelle 2016 e in più del 30% sud dal 2014 al 2015

adesso Passiamo a trattare il tema dell'inclusione per noi questa parola ha il significato di inserire appieno le persone nella società senza l'aiuto di qualcuno che faccia da mediatore altrimenti in quel caso perdiamo di integrazione e non di inclusione

come come commento Alla immagine precedente che abbiamo visto passiamo a quella che è la nostra speranza ovvero l'inclusione le persone le persone con disabilità dovrebbero avere la possibilità di uscire dalle proprie Mura ed essere incluse nel proprio paese e non solo parliamo quindi di servizi diurni adeguati come i mosaico e altri oltre a progetti mirati ai nostri desideri e bisogni tra cui il tempo libero di cui vi parleranno di cui vi perderà adesso Martina A tal proposito Noi abbiamo ideato un progetto denominato I Vagabondi approvato da sostanze comunitaria dove programmiamo uscite per eventi vari questo perché le persone con disabilità una volta lasciati di ogni possono avere possibilità di inserirsi nella società e di visitare varie città ed eventi anche con mezzi di trasporto sensibili In particolar modo e per responsabilità devono essere autonome le proprie scelte senza costruzione in post-it

I nostri obiettivi della linea 2030 punto 3 salute e benessere Tutti hanno diritto e a stare bene ma soprattutto ad avere un mese sociale punto 10 ridurre le discriminazioni di disuguaglianze Noi abbiamo un prato di esclusione questo fa aumentare del discriminazione di disuguaglianze Invece parlando di intuizioni aumentando questo termine questo tema si riduce le disuguaglianze obiettivo 17 partnership per gli obiettivi abbiamo bisogno di persone e anche enti e associazioni che ci aiutino a raggiungere questi obiettivi e poi un'altra obiettivo è creare la speranza una cultura inclusiva e un'informazione se per la sensibilizzazione da qualunque parte la si lega l'obiettivo rimane sempre il medesimo

crescere la speranza abbiamo lasciato questa immagine perché questo rappresenta L'albero della vita e nella vita bisogna avere speranza abbiamo lasciato anche di inserire l'immagine della disabilità sul tronco perché noi diciamo che pensiamo di essere un esempio di speranza per la società sono tutto per chi ci ama per tutto quello che abbiamo detto è che tutti gli sforzi che abbiamo fatto continuiamo E continueremo a fare per raggiungere l'obiettivo finale ovvero l'inclusione sociale Speriamo che chi ci ha ascoltato testimoni di volgi il nostro appello In modo tale che la speranza che esca in noi e non vada a scontrarsi con bacheca architettoniche e soprattutto culturali Grazie a tutti da Omar Ruggero E un grazie ai redattori del blog dei podcast di Alice che hanno fatto questo bellissimo intervento Grazie a tutti Ciao


[Musica] dopo le bellissime parole dei redattori del blog di Alice che trovate l'indirizzo che se vedete qui e che lasciamo anche nella descrizione di questo video illustro le attività di Club che l'associazione dei genitori Tosti e la situazione Alis contribuiscono a sviluppare sono esperienze importanti anche alla luce degli incontri di partecipazione collettiva che l'amministrazione comunale sta avviando in questo anno le immagini che vedrete sono riprese dal convegno il gioco a inclusione realizzato nel maggio di quest'anno del 2022 in collaborazione con Cleba e l'associazione animum ludendo coles in particolare le immagini sono della presentazione sull'accessibilità dei parchi dei monumenti di Lodi tramite delle mappe multimediali sviluppate con il progetto esplorano Siamo partiti da un concetto ampio riguardante l'eliminazione delle barriere che si interseca con la conservazione l'accessibilità della città il patrimonio Infatti italiano ha una enorme possibilità di estendere il turismo accessibile però deve verificare anche l'eliminazione deve arrivare alle eliminazione delle barriere compatibilmente con la coppia ovviamente con la conformazione del territorio e di tutte le peculiarità architettoniche è un'attività che nell'Italia si sta portando avanti in maniera diffusa anche in città particolarmente

critiche sotto l'aspetto della relazione tra barriere e conservazione del patrimonio storico Pompei Venezia sono due esempi emblematici del fatto che si può arrivare a un risultato mettendo in primo piano il valore dell'accessibilità dell'accessibilità per tutte le persone anche le persone con disabilità

in Italia ci sono tantissimi esempi di eliminazione delle barriere che ovviamente origine non dallo studio delle barriere riteniamo però che sia fondamentale non solo monitorare e rendere e diffondere la cultura della presenza delle barriere ma soprattutto trovare il sistema per eliminarle D'altro canto questo tema viene portato in primo piano dall'agenda 2030 ed in particolare dell'obiettivo 11 l'undici punto 7 che prevede entro appunto Il 2030 di fornire accesso universale a spazio di Verdi pubblici sicuri inclusivi accessibili in particolare proprio per le donne I bambini gli anziani e le persone con disabilità esplorano come abbiamo detto origina dall'attività della provincia di Lodi sculturiamolo

è un nuovo percorso di cultura dell'inclusione dell'accessibilità pensato per coinvolgere nel tempo in progressione del bambini agli adulti con e senza disabilità partendo dall'attività che abbiamo portato avanti con la scuola media Spezzaferri in quest'anno scolastico quindi siamo nell'anno scolastico 2022-2023 verranno coinvolte altre scuole e anche di ordini superiori

SculturiAmoLo ha proposto una mappa online per visitare il 36 monumenti presenti nella città di Lodi a partire da questa mappa

i ragazzi e le ragazze della scuola Spezzaferri sono andate nel territorio a mappare a vedere verificare quali barriere avessero e se fossero fruibili da parte di tutti in particolare ovviamente parte delle persone con disabilità

basarsi sul concetto che se una persona che ha delle necessità complesse nella nel fruire un monumento significa poi poterlo fluire in modo ottimale da parte di tutti abbiamo proposto una griglia di verifica dell'accessibilità alle ragazze e ragazzi della scuola Spezzaferri una parte di questi monumenti quindi sono stati esaminati in particolare 22 siti proposti dalla mappa di SculturiAmoLo e qui sono stati restituiti nel convegno di maggio 2022 i risultati del dei lavori compiuti da ragazzi e delle ragazze vediamo qui ad esempio l'accessibilità fisica dei monumenti per cui una parte sono accessibili quindi fruibili per avvicinarsi e vedere e godere del Monumento siamo però vicini alla 50 per cento Quindi una parte cospicua una parte abbastanza elevata di monumenti hanno problematiche di accessibilità fisica quindi motoria

un altro tema che è stato esaminato Ha riguardato le barriere percettive e sensoriali le ragazze e ragazzi hanno verificato se l'opera che si stava valutando aveva delle problematiche inerenti l'illuminazione un rumore di fondo un eccesso di stimoli ostacoli e dislivelli difficilmente percepibili e se l'opera fosse stata riconoscibile adeguatamente

anche l'accessibilità comunicativa è stata verificata in particolare se l'opera aveva un pannello descrittivo la maggioranza delle dei monumenti esaminati non ha pannelli che possano offrire una descrizione alle persone che la stanno guardando

è stata anche valutata ovviamente la descrizione delle opere in particolare per capire se la descrizione era sufficientemente e chiaramente comprensibile e su questo aspetto è evidente che c'è ancora molto da fare

le studenti alle studentesse è stato anche richiesto di verificare se fosse presente un codice QR che rimandasse a un sito una app dove la dove era presente la descrizione dell'opera solo due tra tutte le opere avevano questo tipo di riconoscimento

la filosofia di Cleba come detto Non è solo ma pare e verificare l'accessibilità in questo caso dei movimenti ma di trovare anche le soluzioni per superare ed eliminare le barriere in questo caso le studentesse Gli studenti hanno anche verificato la possibilità di mettere dei pannelli descrittivi in modo che l'opera osservata fosse fruibile e in questo caso l'esame compiuto ha mostrato che nella quasi totalità delle opere è possibile intervenire in maniera positiva

le studentesse Gli studenti hanno poi realizzato tutta una serie di elementi di contenuti per descrivere le opere che hanno visto Questi elementi sono raggiungibili sul sito che vedete qui in descrizione

e che verrà ulteriormente approfondito ed elaborato dal dai lavori che verranno effettuati in quest'anno scolastico Club comitato Lodigiano per l'eliminazione delle barriere architettoniche e attualmente composto oltre che a tutte le persone con volontà di partecipare alle attività del comitato dalla Associazione Alis associazione fondatrice del comitato Genitori Tosti APS, Ledha Lodi, AISM, Animum Ludendo Coles. Invitiamo tutti coloro che vogliono volessero contribuire alle attività di club a comunicare con noi attraverso il via mail attraverso il link che trovate qui

Grazie per aver seguito questa giornata del festival dei diritti 2022 tutto quanto avete sentito visto il presente nel sito Club Lodi lo trovate nella descrizione qui e di seguito. Arrivederci al Festival dei diritti 2023

giovedì 21 aprile 2022

Convegno "Il Gioco è Inclusione" Sabato 7 maggio 2022

In tutto il mondo il 28 maggio viene celebrata la Giornata Internazionale del Gioco (World Play Day). L’obiettivo è quello di sottolineare, come sostiene l’art. 31 della Carta ONU dei Diritti dell’Infanzia, il diritto al gioco per le bambine e i bambini ma anche per gli adulti, per gli anziani, per cittadine e cittadini che, attraverso il gioco, possono recuperare e riscoprire nella propria città tempi e spazi di qualità spesso dimenticati nella vita di tutti i giorni.
Ogni anno, durante questa ricorrenza, molti Comuni italiani propongono quindi eventi nel proprio territorio che coinvolgono scuole, famiglie, associazioni e appassionati, occupando spesso spazi urbani che, anche se per breve tempo, vengono restituiti al gioco e al piacere di stare insieme.
Già ad ottobre 2021, ancora in piena pandemia, Animum Ludendo Coles, in collaborazione con Cleba, ha realizzato il progetto LodiLudica, trasformando il parcheggio davanti alla Scuola primaria Arcobaleno in un'area di gioco inclusiva, che agevola e rende piacevole l’ingresso e l’uscita da scuola degli alunni, ed è comunque accessibile a tutti i cittadini del quartiere in qualsiasi ora del giorno.
Nelle prossime settimane verrà completato il layout del pannello con la descrizione e le regole dei giochi dipinti a terra proposti in più lingue, ed anche istruzioni in Comunicazione Aumentativa ed Alternativa (CAA).
Per sabato 7 maggio proponiamo, in collaborazione con Animum Ludendo Coles, una mattinata di dibattito aperto, dal titolo:
“Il Gioco è Inclusione: il Diritto al gioco per tutti”
L’obiettivo di rendere la città accogliente, accessibile e inclusiva è, a tutt’oggi, ancora una sfida. I luoghi del gioco e di relazione sono senz’altro al centro di questo obiettivo e
l'accessibilità dei parchi, delle aree gioco, degli spazi pubblici in genere ne è elemento imprescindibile, pur nella consapevolezza della complessità dove gli elementi naturali si
fondono a quelli antropizzati. La loro progettazione deve essere avviata partendo dai principali utenti, ovvero i bambini, individuando nel diritto al gioco per tutti una priorità d'interesse generale. In particolare i parchi gioco sono infatti poco frequentati dai bambini con disabilità perché, mancando stimoli e strutture adatte alle loro esigenze, non si creano le condizioni per una reale partecipazione ed inclusione. Senza contare che le esperienze di spazi inclusivi indicano un alto gradimento di tutti i bambini laddove le aree sono ben concepite.
I progettisti devono prevedere percorsi e strutture innovative che rispondano a diverse esigenze del gioco e del vivere inclusivi, anche affiancate da giochi tradizionali, che
rispondano a requisiti di sicurezza. Con le soluzioni e i prodotti inclusivi disponibili possono essere organizzati percorsi psicomotori, intesi come tutte quelle attività di gioco, ludiche, espressive e sportive svolte assieme da persone con e senza disabilità.
Durante l’incontro verrà proposto anche l’intervento di pedonalizzazione dell’area antistante l’ingresso della Scuola Primaria Arcobaleno che, fino allo scorso anno, era adibita a parcheggio. Con un intervento sobrio ed economicamente sostenibile dal novembre 2021 è stata trasformata in un’area gioco inclusiva, di rispetto alle attività della scuola, utilizzabile dagli alunni ma anche accessibile a tutti gli abitanti del quartiere e della città, in qualsiasi ora del giorno.

Convegno 
“Il Gioco è Inclusione: il Diritto al gioco per tutti”
Sabato 7 maggio 2022 dalle 9.30 alle 13.30
Sala Teatrino , via Paolo Gorini 21.

Saluti istituzionali
Giusy Molinari, Alberto Tarchini, Assessori del Comune di Lodi.

Danilo Cremonesi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Lodi.

Armando De Salvatore 
architetto - referente Direzione Tecnica Accessibilità di CRABA Lombardia, Centro Regionale per l’accessibilità e il Benessere Ambientale
"Diritto a giocare per tutti. Cercasi progettista a zigzag con grandi orecchie e una coda lunga (per arrampicarsi meglio sugli alberi più alti). Gradita la conoscenza del linguaggio delle farfalle"

Paolo Moscogiuri
architetto, Phd in progettazione senza barriere. Autore del libro: “La città fragile”. collabora da oltre trenta anni con varie associazioni e istituzioni, per formare informare tecnici e cittadini.
"Bambini fuorigioco".

I ragazzi del Blog di Alis condivideranno con l’assemblea la loro analisi dei parchi urbani di Lodi.

Giovanni Barin
 architetto - vicepresidente associazione Genitori Tosti APS, referente CLEBA, Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche
"Accessibilità di parchi e monumenti di Lodi tramite mappe multimediali: il progetto EsploraLO".

Furio Ferri
artista, designer di giochi per la città, socio fondatore di Animum Ludendo Coles
"Mettere in gioco la città e i suoi spazi pubblici "

Vanna Gherardi
professoressa Alma Mater - Università di Bologna - Docente di Pedagogia Speciale, della Marginalità e della Devianza al Dipartimento di Scienze dell’Educazione
"Per una città più inclusiva e sostenibile: il sistema formativo allargato e l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030".

Novella Miano
docente di scuola primaria, neolaureata in Filosofia e Scienze della Formazione primaria
"Creazione e valorizzazione di luoghi informali ludici e inclusivi: il progetto LodiLudica"


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Il Gioco è Inclusione. Il diritto al Gioco per tutti Locandina del Convegno del 7 maggio 2022
Il Gioco è Inclusione. Il diritto al Gioco per tutti
Locandina del Convegno del 7 maggio 2022






sabato 24 aprile 2021

Corso Progettazione Accessibile: i PEBA Piani per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche


Mercoledì 21 aprile 2021 si è tenuta la quarta lezione del corso “Progettazione accessibile” organizzato da CRABA, Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale con la collaborazione di CLEBA, il Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e del Comitato Zero Barriere di Crema. La lezione è stata rivolta ai PEBA, i Piani per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche che, come ricordato dall’arch. Armando De Salvatore, direttore del Corso e del CRABA, costituiscono un prezioso ma inapplicato strumento urbanistico diventato obbligatorio e previsto, oltre che dalla legislazione nazionale, dalle disposizioni regionali che, in Lombardia, prevedono per tutti i Comuni l’accantonamento del 10% degli oneri di urbanizzazione proprio per la redazione di questi Piani. Tuttavia l’arch. De Salvatore ha evidenziato il dato sconcertante dell’indagine ANCI, nella quale risulta che il 94% dei comuni lombardi è senza un PEBA, nonostante siano passati oramai vent’anni dall’emanazione dell’obbligo. Ma i dati negativi non si fermano qui: in quell’esiguo 6% in realtà pochi sono i Comuni che hanno portato a termine la pianificazione e ancor meno quelli che l’hanno attuato concretamente.

Indagine ANCI sui PEBA in Lombardia

È un quadro preoccupante” afferma l’arch. Giovanni Barin di CLEBA Lodi, “che, casomai ce ne fosse bisogno, conferma la nostra insufficiente educazione alla convivenza civile; è una vera e propria discriminazione che, oltretutto, ricadrà prima o poi su tutti nel momento in cui si diventa anziani o con qualche fragilità. Serve un deciso cambio di passo, un impulso che deve arrivare innanzitutto dalle amministrazioni comunali. Noi che facciamo parte delle associazioni che lavorano con la disabilità abbiamo fatto, in questi anni, iniziative di ogni genere per sensibilizzare sulla necessità di una qualità diffusa del benessere ambientale, investendo anche risorse non certo indifferenti. Certo continueremo, ma adesso sono i nostri amministratori che devono prendere l’iniziativa. D’altro canto Regione Lombardia ha fatto un importante primo passo che non può restare ignorato proprio da chi ha l’obbligo di investire nella qualità urbana.”

L’arch. De Salvatore ha infatti richiamato il recente stanziamento dello scorso dicembre di un milione di euro per l’elaborazione dei PEBA a favore dei comuni lombardi con meno di cinquemila abitanti; ma anche la prossima costituzione di un registro dei PEBA quale supporto per i comuni di piccole e medie dimensioni per affrontare questo percorso in grado di generare o ri-generare la qualità delle città.

Come affermato dal primo relatore della lezione, l’architetto Iginio Rossi, "dentro la città c'è la vitalità che si manifesta in una sorta di “stanze senza tetto” formate via via nella storia della città; nella capacità di generare la convivenza e la qualità della vita che vede le persone al centro del rapporto funzioni-relazione-stratificazione". Ma la città ha un cambiamento continuo che ci segue senza quasi accorgersene. Diventa fondamentale osservare i cambiamenti per capire come avviene la metamorfosi della città. Nelle tante modalità di intervento per ricucire le trame urbane sfilacciate nel cambiamento, l'esame delle barriere esistenti misura la qualità della vita nella prospettiva per tutti, interessando tutte le variabili integrate che lo compongono.

Il PEBA è quindi un'occasione di rilancio della qualità del territorio, che coinvolge trasversalmente tutti gli assessorati e le funzioni cittadine. È un Piano che va oltre la logica dei confini tipica della pianificazione che non rivitalizza la città, e che, invece, include nella partecipazione della città i suoi cittadini. Il PEBA rappresenta perciò, più che un "piano", un approccio culturale che utilizza strumenti che vedono nella rigenerazione urbana la strategia per offrire alle persone sicurezza, qualità, vivibilità.

È un processo di Governo del territorio che coinvolge la rete dei saperi presente in ogni luogo; che risolve la mancanza di sistematicità e la frammentarietà che contraddistingue sempre di più le città italiane. D'altro canto, questa pianificazione ha lo scopo di coinvolgere in un ciclo continuo le persone, che sono la vita delle città, che è fatta di connessioni che sono alla base dell'inclusione; e l'inclusione è l'elemento che libera le menti delle persone. Questo schema che si può ripetere all'infinito è alla base del progetto coordinato da Iginio Rossi e da INU "Città accessibili a tutti".

Il secondo relatore, Leris Fantini, afferma che è necessario "progettare per le persone, non per le norme" per tendere a una progettazione per le persone a partire dalla relazione con quelle più fragili. Bisogna però abbattere vecchie abitudini, approcciando il PEBA con una logica di sistema, pena l'elaborazione di un piano inattuato e inattuabile.

L’arch. Fantini ha una vasta esperienza nei PEBA: nel suo intervento ha citato una serie di esempi di pianificazione nei quali il PEBA diventa il punto di partenza con un nuovo approccio culturale oltre che di lavoro che porta allo sviluppo dei Piani dell'Accessibilità Urbana.

Ma è necessario creare nel tempo una cultura, una coscienza che entra nel DNA delle persone, dal cittadino al progettista, che porta risultati dentro uno schema di risorse. Serve in primis intervenire sugli strumenti che già esistono nelle città, nei piani regolatori già approvati, che vengono affiancati dall'articolazione del PEBA che ne definisce il dettaglio per l'accessibilità degli interventi.

La Legge 104/92 torna ad essere la pietra angolare anche per la progettazione senza essere invece quella norma conosciuta dai molti solo per il "permesso". A quasi trent’anni dalla sua ideazione, è molto di più e va studiata a fondo anche per cogliere tutti quegli stimoli ad una progettazione e pianificazione di qualità.

Dalla relazione dell’arch. Fantini emerge come non sia solo una mera questione di investimento finanziario quel che determina la successione degli stralci e degli interventi per ottenere realtà accessibili; può anche essere legata alla manutenzione ordinaria e straordinaria che ogni giorno viene effettuata nella città, che viene inclusa nei processi di gestione della città. Valutare ogni intervento nella prospettiva della vivibilità e accessibilità deve diventare un processo normale per ogni tecnico della pubblica amministrazione. E dove l'accessibilità viene studiata e compiuta c'è anche sicurezza.

Nel suo intervento l'arch. Fantini ha mostrato come la pianificazione si avvalga ormai di strumenti informatici avanzati, ad es. nel modello gestionale di Verona con schede tipologiche per ogni intervento che riguarda sia elementi urbani che edifici. Oppure con l'esempio di Ferrara o di Vicenza. A tutto vantaggio della flessibilità e immediatezza di una pianificazione che, nella sua elevata complessità, diventa elemento prioritario per la fruibilità dei contenuti da parte dei tecnici e progettisti.

Osservando la rete pedonale accessibile della città di Brescia con gli oltre trenta stralci che progressivamente sono stati attuati, afferma l’arch. Wojciechowski del CLEBA, si scopre come in una città quale anche la città di Lodi urga una programmazione nuova. Lodi deve investire in modo significativo sull'accessibilità con un cronoprogramma pluriennale sia a breve che lungo termine. Con obiettivi condivisi e controllati, con interventi che possano iniziare prima possibile.

In definitiva, il PEBA non è un piano limitato alle barriere, e non riguarda certo "solo" la disabilità; in questi anni ormai è evidente la dirompenza della qualità della città per tutti negli interventi sull'accessibilità. Il PEBA è diventato in realtà una vera e propria Pianificazione per il Benessere Ambientale, che, guarda un po', ha il medesimo acronimo del piano originario.


La linea che ha sotteso le relazioni ha mostrato come la pianificazione inclusiva abbracci una logica prestazionale; elemento che emerge nel focus finale curato dall'architetto Barbara Chiarelli del Dipartimento di ingegneria e architettura Università degli studi di Trieste, che ha presentato le “Linee Guida per la predisposizione di PEBA in Friuli Venezia Giulia”: un sistema organico e flessibile per rilevare e risolvere, eliminandole, le criticità generate dalle barriere ma anche da situazioni che esulano strettamente dalla singola barriera ma che possono essere studiate per modificare una contesto complesso. 

Il PEBA diventa un motore per innovare i piani e i progetti preesistenti, incluso il regolamento edilizio secondo criteri omogenei, così da concorrere all’implementazione di un progetto di mappatura generale dell’accessibilità alla scala comunale.


“Ma, dice ancora l’arch. Barin, purtroppo c’è sempre un “ma”: attuare concretamente e continuativamente un PEBA è una responsabilità sulle spalle di tutta la comunità cittadina; è questione etica e morale verso noi stessi e verso chi vivrà la città con e dopo di noi. È, in definitiva, una questione culturale, e questo è uno dei principali motivi per cui il corso è stato concepito.”

La sommatoria delle lezioni compiute sin qui sarà valutata nell’integrazione con le risorse presenti su tutti i territori nell’ultimo incontro in programma per mercoledì 28 aprile 2021. 

sabato 10 aprile 2021

Corso Zero Barriere: progettazione inclusiva per le disabilità uditive e intellettive

Lo scorso 7 aprile 2021, all’interno del corso di specializzazione sulla Progettazione Accessibile per i tecnici della Pubblica Amministrazione e per i liberi professionisti, si è tenuta la lezione dedicata agli aspetti progettuali in relazione alle disabilità uditiva e intellettiva, rispettivamente tenuti dai rappresentanti di CLEBA, architetti Giovanni Barin e Nicoletta Wojciechowski.


Il corso, organizzato da CRABA, il Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale della Regione Lombardia, si articola in diverse lezioni che abbracciano le tante sfere legate all’accessibilità, all’inclusione e al benessere ambientale, per offrire ai progettisti un panorama il più possibile completo nella prospettiva biopsicosociale dell’ICF sia da una prospettiva metodologica e legislativa, sia nell’approfondire le tematiche delle possibili soluzioni progettuali vicine alle specifiche disabilità.


Proprio in quest’ultimo aspetto si inquadra il focus curato da Cleba Lodi. Nell’ambito della sordità e dell’ipoacusia è stato innanzitutto illustrato dall’architetto Barin il funzionamento dell’apparato uditivo, degli ausili uditivi riferiti alle protesi e agli impianti cocleari, sia dell’utilizzo della LIS, la Lingua dei Segni Italiana, chiarendo che la progettazione di luoghi e spazi inclusivi e privi di barriere sensoriali è tale solo se adeguata ai bisogni comunicativi a 360 gradi.

I criteri progettuali sono stati declinati con esempi di realizzazioni inclusive in Italia e all’estero. L’approccio del progetto alla disabilità uditiva rappresenta una sfera delicata dato che si manifesta come una disabilità invisibile i cui effetti sono troppo spesso interpretati erroneamente come generica incapacità della persona a rapportarsi con gli altri e, quindi, con esclusione dal contesto sociale ed erroneamente bollata con l’ormai abrogato, anche legislativamente, termine “sordomuto” (ricordiamo che dal 2006 va utilizzato il termine “sordo”, ad indicare che la capacità fonatoria dell’individuo è del tutto integra). Mentre è proprio il contesto che, se ben calibrato, è il primo passo per un’inclusione efficace con benefici per tutti, minimizzando gli effetti delle ipoacusie verso un rapporto paritetico. È stato approfondito l’aspetto tecnologico dei dispositivi utilizzabili sia come corollario degli ausili uditivi, sia ad integrazione sensoriale con la sfera percettivo-visiva. L’integrazione multisensoriale tanto più è importante in questa epoca di utilizzo delle mascherine respiratorie che hanno eliminato la preziosa possibilità di lettura diretta del labiale e che mascherano il suono, aumentando ulteriormente le difficoltà uditive.


Se le persone con disabilità uditiva in Italia sono nell’ordine di circa 60 mila persone (senza contare le ipoacusie lievi), nel trattare le disabilità intellettive si compie un passaggio di scala, passando ad esempio per i bambini da un rapporto di 1 su 1000 per la sordità, ad 1 caso su 100 per la sindrome autistica. Si tratta di numeri significativi che in Italia arrivano alla soglia di oltre 1 milione e mezzo di persone considerando lo spettro autistico, le altre sindromi di origine genetica quali la sindrome di Down, e le demenze senili. Nella necessariamente sintetica introduzione al tema data dall'architetto Wojciechowski si evince un salto nella complessità dell’approccio progettuale analitico, dato che nella denominazione “intellettive” vengono abbracciate casistiche assai differenti, con criteri progettuali che esplorano numerose dinamiche.


Si è parlato della possibilità di progettare consapevolmente ambienti sicuri, curati e flessibili nella percezione sensoriale di luce, suoni, colori e forme, in cui la presenza di spazi calmi e intimi sono in grado di creare luoghi protetti in cui trovare rifugio in alternanza ad ambienti frequentemente iperstimolanti. Spazi in cui l’apprendimento, la comunicazione interpersonale e l’orientamento vengono soddisfatti sia da elementi architettonici e altamente tecnologici attentamente progettati, sia da criteri di comunicazione visiva e linguaggi simbolici e iconici della Comunicazione Alternativa Aumentativa. Le casistiche dove applicare i concetti progettuali osservati non hanno limiti: dalle dimore private alle scuole, ai luoghi di cura, alle stazioni fino agli stessi veicoli di trasporto, ai parchi pubblici, ai musei e ai luoghi del turismo, alla stessa rete internet. Le soluzioni prospettate possono diventare l’ago della bilancia tra la possibilità di un’efficace convivenza sociale di tutti e la segregazione derivata dalla mancata applicazione di tali criteri.

Nel modulo del 7 aprile, come nel precedente del 31 marzo scorso sulle disabilità visive, è emerso ripetutamente il bisogno di considerare il quadro di insieme senza dimenticare che le disabilità possono essere plurime e solo a progetti fondati su tale consapevolezza potranno corrispondere soluzioni adeguate ai bisogni di tutti.

Il corso proseguirà il prossimo 14 aprile con il Terzo modulo il cui focus è dedicato alle persone con disabilità motoria, dal titolo emblematico: Dal rispetto della normativa alla pratica progettuale sostenibile socialmente: “il progetto è a norma ma lo spazio è discriminante/inutilizzabile: l’operazione è perfettamente riuscita ma …”









lunedì 8 marzo 2021

Corso Zero Barriere: PROGETTAZIONE ACCESSIBILE L’esperto in materia di accessibilità (L.R. 6/89)

CLEBA Lodi in collaborazione con CRABA (Centro Regionale per l'Accessibilità e il Benessere Ambientale) e con il Comitato Zero Barriere di Crema, organizza un Corso di specializzazione in Progettazione Accessibile per la formazione di tecnici qualificati sul tema dell'elaborazione dei PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche).

Il Corso, rivolto a Tecnici e Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni e ai liberi professionisti architetti, ingegneri, geometri, periti edili/industriali, sarà realizzato online su piattaforma digitale nel periodo 31 marzo-21 aprile 2021, con laboratorio all'aperto e in presenza sabato 17 aprile;

Obiettivi professionali:
Il corso intende avviare un percorso per la specializzazione del progettista e del tecnico in materia di progettazione di spazi accessibili e di PEBA. Esperto in materia di accessibilità Le tematiche in materia di accessibilità e di superamento delle barriere sono sviluppate nei moduli formativi del corso inoltre per supportare: - il progettista e il tecnico della PA a valutare e ad orientare in modo qualificato la progettazione architettonica di spazi pubblici e privati; - il professionista nel ricoprire il ruolo nelle Commissioni Edilizie dei Comuni di “esperto in materia di abolizione delle barriere architettoniche” (ai sensi della LR 6/1989). Tecnico per elaborazione/coordinamento dei PEBA Il 94% dei Comuni lombardi è privo di un PEBA - Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (indagine ANCI 2018). La Regione Lombardia nel 2020 ha istituito il Registro regionale telematico dei PEBA, mirando a promuoverne la diffusione mediante meccanismi di premialità/penalizzazione dei Comuni che hanno o meno adottato un PEBA. Per il 2021 Regione Lombardia ha stanziato un milione di euro da destinare ai Comuni per l’elaborazione di questi Piani. In considerazione di tali recentissime iniziative molte municipalità sono in procinto di avviare percorsi per l’elaborazione di questi Piani, affidandoli a liberi professionisti o ai propri tecnici interni. Con il fine di supportare i progettisti, il Corso prevede appositi approfondimenti sul tema dell’elaborazione dei PEBA, fornendo esemplificazioni ed esaminando differenti metodologie, approcci e strumenti. In particolare verranno analizzate buone pratiche e modalità operative efficaci, declinate in base alla dimensione del territorio comunale e alla sua popolazione (Comuni piccoli/medi/grandi). 

Obiettivi formativi:
Il Corso intende approfondire non solo le applicazioni concrete della norma ma metodi e tecniche della progettazione accessibile e inclusiva di spazi privati e pubblici con esemplificazioni progettuali di casi concreti: abitazioni, negozi, scuole, centri sportivi, musei, ecc. Particolare attenzione verrà posta alla metodologia di elaborazione del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche). Il corso intende promuovere con l’approccio esigenziale-prestazionale contenuto nell’attuale normativa, i principi introdotti dall’Universal Design; attraverso esemplificazioni, la formazione intende approfondire insieme ai criteri progettuali di comfort-fruibilità- autonomia-sicurezza-usabilità-riconoscibilità-bellezza anche le più recenti nozioni di “accessibilità”, “accomodamento ragionevole”, “comunicazione accessibile”, “benessere ambientale” e “ambiente inclusivo”.
 
Il Corso di specializzazione è composto da 4 moduli di 3 ore - dalle ore 15,30 alle 18,30 (di mercoledì) ed un laboratorio esperienziale di “simulazione disabilità” di 4 ore (sabato).

Date:
Modulo 1 mercoledì 31 marzo 
Modulo 2 mercoledì 7 aprile
Modulo 3 mercoledì 14 aprile
Laboratorio sabato 17 aprile
Modulo 4 mercoledì 21 aprile

PER ISCRIZIONI: compilare il form a questo LINK





giovedì 20 febbraio 2020

L'Isola che vorrei: incontro pubblico sabato 29 febbraio 2020


Lodi, sabato 29 febbraio 2020 ore 10 
presso l'Auditorium dell'ITE Bassi di Lodi (via Porta Regale,1) 
vi attendiamo numerosi per ragionare insieme sul futuro del Parco Isola Carolina.
Durante l'incontro CLEBA presenterà "L'Isola che vorrei", manifesto per un parco inclusivo a Lodi.
A seguire visita del Parco Isola Carolina


lunedì 17 febbraio 2020

Isola Carolina. Un Parco bello, accessibile, di qualità. Basta volerlo!



Cosa offre il Parco Isola Carolina, oggi?
È un luogo tranquillo e protetto, lontano da strade trafficate, ricchissimo di alberi ed ombra, collegato al centro storico della città.
Un luogo in cui è possibile ammirare lo scorrere delle stagioni, rigenerarsi grazie all'ossigeno prodotto dalle piante e godere del fresco nelle estati sempre più torride.

Cosa manca all'Isola Carolina, oggi?
Mancano i servizi essenziali quali la toilette e un bar. Manca l'accessibilità al Parco dal centro storico di Lodi (Piazza Castello, Piazza Matteotti). L'area giochi per i bambini è del tutto insufficiente alle esigenze della città e carente dal punto di vista dell'accessibilità ed inclusività. Le strutture per le attività motorie e sportive di ragazzi ed adulti sono carenti.

Cleba, Comitato Lodigiano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, presenta il suo “Decalogo per un parco inclusivo e accessibile”. Una serie di preziosi spunti che rappresentano le condizioni “sine qua non” per avviare una progettazione di qualità.

Per Cleba elemento imprescindibile per la progettazione del Parco Isola Carolina è l’accessibilità al parco e del parco stesso. Il parco deve poter essere raggiungibile da tutti con facilità: da chi corre, da chi va in bicicletta o monopattino, da chi cammina con difficoltà, da chi usa un deambulatore, da chi usa una sedia a rotelle o elettrica. I vialetti di accesso devono essere pianeggianti, lisci e privi di qualsiasi ostacolo come i gradini o altri manufatti che ne riducano la larghezza e impediscano il passaggio alle carrozzine.

Quali elementi progettuali devono essere presi in considerazione dall'Amministrazione comunale?
Sono gli elementi basilari della progettazione ambientale inclusiva. Sappiamo bene che una qualsiasi rampa con pendenza superiore all’8% costituisce una barriera architettonica per chi è su sedia a rotelle, è meglio però prevedere pendenze ancora inferiori a quel valore. Un terreno naturale soggetto a cambiamenti dovuti agli agenti atmosferici in cui si formano buche o fango, non è facilmente percorribile da chi si trova su sedia a rotelle o con difficoltà motorie, così come un terreno coperto di ghiaia. Anche un terreno erboso o un vialetto troppo stretto non sono adatti ad un Parco urbano che voglia essere privo di barriere architettoniche.

Cleba intende promuovere la realizzazione di spazi giochi inclusivi all'interno dell'Isola Carolina, con accesso garantito anche ai bambini su sedia a rotelle o con altre disabilità che limitano i movimenti, o con disabilità sensoriali (cecità, sordità, autismo).
La progettazione deve essere avviata partendo dai principali utenti del Parco, ovvero i bambini, individuando nel Diritto al Gioco per tutti una priorità d'interesse generale. I parchi gioco sono infatti poco frequentati dai bambini con disabilità, perché, mancando strutture adatte alle loro esigenze, non si creano le condizioni per una reale partecipazione ed inclusione. Senza contare che le esperienze di parchi inclusivi indicano un alto gradimento di tutti i bambini laddove le aree sono ben concepite.
I progettisti dovranno prevedere strutture innovative che rispondano a diverse esigenze di gioco inclusivo, anche affiancate da giochi tradizionali, che rispondano a requisiti di sicurezza e corredate da una adeguata pavimentazione anti-trauma. I percorsi che connettono i giochi dell’intera area ludica devono consentire lo spostamento dei bambini in forma autonoma.

Quali altre attività dovranno essere previste all'Isola Carolina?
All'interno del Parco dovranno inoltre essere organizzati percorsi psicomotori, intese come tutte quelle attività di gioco, ludiche, espressive e sportive svolte assieme da persone con e senza disabilità, come ad esempio il baskin.

Come integrare l’accessibilità per le diverse disabilità?
È importante la presenza nel Parco di specifici riferimenti per orientarsi a favore di persone ipovedenti o cieche, siano essi adulti o bambini, tramite mappe tattili, percorsi ad hoc ed input sonori.
Nell’ambito di una visione inclusiva del Parco Isola Carolina è opportuno infine utilizzare assieme a quella tradizionale e tattile, la segnaletica che utilizza il canale comunicativo della CAA (Comunicazione Alternativa Aumentativa).

L’Isola Carolina può tornare ad essere un punto di riferimento per le famiglie di Lodi?
Sarebbe un peccato perdere l’occasione per restituire alla città un luogo di pregio quale è stato l’Isola Carolina per moltissimi anni.
Oltre a non poter considerare che gli elementi progettuali descritti riprendono precisi dettati di legge: oggi progettare “dimenticandosi” di porre l’inclusione, il benessere ambientale e l’accessibilità come base di partenza non è più possibile e neppure legislativamente permesso. Faremo naturalmente “la guardia” alle proposte inadeguate, ma il ruolo di Cleba è storicamente propositivo e di consulenza per l'eliminazione delle barriere architettoniche, sensoriali e comunicative.

L’obiettivo di Cleba, sin dalla sua fondazione negli anni 90, è di aiutare gli enti pubblici, privati e tutti i cittadini a rendere Lodi una città accogliente, accessibile e inclusiva. Per questo proponiamo nuovamente al Comune di elaborare il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il PEBA, che, ricordiamo, è anche esso un obbligo di legge, come sta facendo il nostro "vicino" di casa, il Comune di Crema. Sono elementi che abbiamo diffusamente trattato nei due convegni di Scuola4ALL. La rinnovata collaborazione tra Cleba e il Centro Regionale per l'accessibilità e il benessere ambientale (CRABA) ed altri centri della Lombardia, come Como e Varese, è tesa a valorizzare quelle competenze ed esperienze che caratterizzano la ricchezza del nostro territorio per renderlo inclusivo per tutti.